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[dalla premessa]
Questo libro è soprattutto per i ragazzi, futuri elettori. Quei ragazzi che crescono leggendo, in luoghi pubblici e privati, è severamente vietato sporgersi… calpestare… entrare… fumare… come ci fosse una gradazione dei divieti affidata agli avverbi: è leggermente vietato…
I grandi sono già nel vortice del lavoro, degli interessi economici, politici, sociali. Hanno poco tempo per leggere, e se leggeranno questo libro, i più lo riterranno dissacrante, irrispettoso delle istituzioni, della nostra storia, eccetera, eccetera, la solita tiritera.
Parlando ai ragazzi si è voluto tenere lontani i tecnicismi giuridici; cose scritte sono state riscritte dove si è ritenuto potessero servire; non si è dato spazio al come tutti sanno; si è scritto spesso cioè per dare spazio alla precisazione che ne segue.
I riferimenti a testi normativi e a opere straniere sono tradotti.
Le note relative alle fonti non ci sono. Per questo sono sempre presenti elementi che possono guidare rapidamente alla loro individuazione.
In questo modo l’autore ha voluto offrire una pagina e una lettura più semplici, lineari, e l’occasione, per chi volesse controllare, ampliare lo studio, di addentrarsi nel lavoro dello storico.
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Testo magistrale
Chiar.mo Prof. Rinaldo Boggiani,
alle 10:39 di sabato 25 luglio ho ricevuto i Suoi tre libri, ed alle 17:27 del giorno dopo (ossia ieri) erano già letti.
Al di là del saggista su cui mi soffermerò in seguito, devo subito dirLe – e premetto di non essere certamente un critico letterario come sa – che Lei è un grande scrittore, perlomeno il massimo da cui abbia mai appreso.
Sia il “giallo” del Po (mi riporta alla memoria, tra l’altro, le sensazioni dei racconti del ‘filò’, forse sui quali H.P. Lovercraft, dicono, si sia ispirato nel probabile ma indimostrato viaggio prima a Venezia alla Biblioteca Marciana e poi a Loreo) che gl’immensi toni letterari e potetici de ‘La Shoa nel pianto di un bambino’, lasciano tracce indelebili nell’emozione e nel gusto estetico del lettore, anche grazie a originali innovazioni stilistiche.
Per ciò che concerne l’‘Antistoria della libertà di stampa in Italia’ desidero dirLe solo due cose: 1) tutti coloro che scrivono dovrebbero leggerlo; 2) in ogni cattedra di Storia del giornalismo in Italia il Suo libro è da adottare.
Un’ultim’affermazione: un passo del Prof. Romano Biancoli sarà l’‘incipit’ di un mio venturo saggio in rivista dedicato all’Africa.
Grazie ancora per i tre stupendi regali.
Cordialità
Giovanni Armillotta
ringraziamenti
Grazie Professore
le parole sono bellissime. Se penso poi da chi provengono, lo sono ancora di più. Sono per me motivo di orgoglio.
Con profonda stima
Rinaldo
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